La Storia Siamo Noi

LA Belle Epoque!

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Qui a Silea c’è aria di Belle Èpoque!

In quest’ultimo mese di maggio 33 ballerini, 39 attori e 22 cantanti sono stati catapultati all’inizio del 1900 e sono stati coinvolti nella preparazione di un meraviglioso spettacolo. I ragazzi della Scuola Secondaria di I° grado “Marco Polo” di Silea, con il sostegno dell’Amministrazione comunale, si sono immedesimati nelle grandi personalità di quell’epoca, capaci di rivoluzionare l’Europa con le loro importanti invenzioni, che condizionano ancora oggi la nostra vita.

Sotto la guida degli insegnanti, venerdì 13 maggio, dalle ore 20:00, gli studenti hanno potuto sfoggiare i loro costumi e il loro talento. Canti, balli ed emozioni hanno reso unico l’evento, riuscendo a trasportare il pubblico in un viaggio nel passato: un’ambientazione caratterizzata da una realtà complessa tra progresso, innovazioni e sogni, ma allo stesso tempo anche tra ombre, povertà e difficoltà. Lotta, impegno e fatica, certo, ma anche felicità, leggerezza e voglia di vivere. Questi sono i valori che hanno voluto ricordare i ragazzi con questo spettacolo, per non dimenticare le brutture del passato ma anche le bellezze che fanno venire voglia di futuro.

L’affascinante mondo della Belle Èpoque è tornato!

Francesca C., Arianna D. V.

Classe 3B
Scuola "M. Polo", Istituto Comprensivo di Silea

Il link per l'articolo sulla Tribuna è Alla scuola media di Silea va in scena la Belle Èpoque - Tribuna di Treviso Treviso (gelocal.it)

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8 Marzo: festa della Donna

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Oggi, 8 marzo, è la festa commemorativa della donna. la mimosa

L’ufficialità di questa celebrazione risale al Congresso delle donne tenutosi a Copenaghen nel 1910: qui le socialiste americane proposero di celebrare la donna con una giornata dedicata al tema della lotta all’emancipazione, sulla scia di un Woman’s Day tenutosi l’anno precedente negli USA il 28 febbraio.
L’ondata di scioperi e manifestazioni per la parità di diritti e per il suffragio universale portava moltissime donne nelle piazze di tutto il mondo. In America un episodio tragico segnò in maniera indelebile questo periodo: la morte di 146 operai, 123 donne e 23 uomini, nel rogo doloso della fabbrica Triangle a New York, il 25 marzo del 1911. 
Questo episodio, che è stato erroneamente considerato l’origine della Festa della Donna, fa parte di un insieme di eventi intercorsi in quel periodo, che culminarono con la rivolta delle donne di San Pietroburgo l’8 marzo del 1917.
La festa della donna oggi è diventata soprattutto un modo per sensibilizzare le persone contro la violenza sulle donne e per tutelarne l’incolumità da ogni forma di aggressione.
Per contrastare la violenza di genere è necessario promuovere azioni finalizzate al cambiamento socio-culturale delle donne e degli uomini per eliminare pregiudizi e superare modelli stereotipati dei ruoli.

“Perché un mondo migliore può esistere solo se impariamo ad essere diversi ma uguali”

Lorenzo S. 2D

“Resistiamo oggi per essere liberi domani”

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Riflessioni dei ragazzi del Consiglio Comunale dei ragazzi.

 

Anita Trevisin:

Mi hanno colpito davvero le parole scritte da Giuseppe Ungaretti nella sua poesia: “Per i morti della resistenza”. Il poeta affermava: “Qui vivono per sempre gli occhi che furono chiusi alla luce perché tutti li avessero aperti per sempre alla luce.” Questi versi trasmettono un forte messaggio che è quello di combattere per obiettivi significativi, anche se inizialmente ci appaiono ardui. Solo così riusciremo a riaprire gli occhi e ad osservare la luce che è un simbolo di conoscenza della realtà dei fatti e della speranza. Anche noi in questo momento, come i partigiani nella Seconda Guerra Mondiale, dobbiamo lottare, resistere, guardare, non solo a noi stessi, ma soprattutto al prossimo affinchè venga salvaguardato il bene comune. Che senso avrebbe la vita se non ci fosse mai una piccola difficoltà…? Le difficoltà non rappresentano solamente un “momento difficile”, come dice la parola stessa, ma ci aiutano anche a fortificare i nostri animi timorosi e a spronare la tenacia che è in noi.

 

Anna Fregolent:

Il 25 aprile, giorno della Liberazione italiana dall’occupazione fascista, è una data da ricordare perché il nostro paese ha ricominciato a vivere. Niente più spari, niente uomini a terra, nessun eco di guerra: solo Pace, uomini che si abbracciavano, che si incontravano di nuovo e gioivano. Uomini liberi che “potevano finalmente guardare le stelle”.Anche noi, in questo momento particolare della storia, stiamo cercando di comprendere ed apprezzare il valore della libertà: da un anno che siamo costretti a rimanere chiusi in casa, isolati dai nostri affetti, limitati negli orari e negli spostamenti. Una guerra senza armi. Ognuno di noi dovrebbe impegnarsi e resistere di fronte alle difficoltà che la vita ci presenta, e con la volontà di riuscire a trasformare ogni difficoltà in una nuova opportunità e sfida per la propria vita e la vita del proprio Paese.

 

Sara Furlan:

Cosa significa resistere per me oggi? Che senso ha la parola Resistenza per me? A cosa sento di dover resistere?

In questo momento legato alla pandemia, sento di dover resistere di fronte alla paura di un male non visibile e alla paura di stare vicino alle persone che mi circondano. Leggendo però questa frase di Italo Calvino: “Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi,…..” dentro me stessa nasce la consapevolezza che se io vivo la mia vita con fiducia, speranza e solidarietà verso chi è più debole e meno fortunato di me, tutto andrà per il meglio.

Il significato di Resistenza in questo momento storico è costruire un mondo più bello e accogliente attraverso piccole azioni quotidiane perché, se tutti, nel nostro piccolo, facessimo del bene, il mondo sarebbe sicuramente migliore. 

 

Alessandro Cisolla

In questo momento stiamo resistendo contro una “cosa” invisibile, ma anche i Partigiani hanno resistito, pur rischiando la loro vita, perché credevano in un futuro migliore, in un futuro libero, in un futuro senza guerra!

 

Ludovica Martin :

Il 25 aprile come tutti noi sappiamo , si celebra la liberazione dell’Italia dalla dittatura nazifascista.

Questa giornata è importante per ricordare il valore della libertà , della fratellanza e della pace affinchè certi eventi non si debbano più ripetere.

“Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere.”

Questa citazione ha attirato particolarmente la mia attenzione in quanto, secondo me, rappresenta  quello che è stata la seconda Guerra Mondiale : un periodo complesso sotto molti punti di vista, che ha segnato la vita di milioni di persone ma, che hanno lottato per la giustizia del proprio Paese .

 

Emma Barbon:

Il 25 aprile si festeggia la festa della Liberazione per la fine della 2^ Guerra Mondiale.
Dino Buzzati nella sua poesia “Aprile 1945”, racconta la gioia che c’era alla fine di un periodo di paura e di restrizioni.
Noi, come durante la guerra, in quest’ultimo anno abbiamo vissuto con la paura del virus, ci siamo isolati e abbiamo fatto sacrifici, sono morte molte persone e stiamo aspettando con ansia la giornata di questa nuova liberazione dal Covid, così finalmente potremo tornare liberi di uscire, di incontrare le persone a cui vogliamo bene.

 

Beatrice Iannaccone: 

Durante la Seconda Guerra Mondiale moltissimi partigiani hanno deciso di resistere per portare il nostro Paese alla libertà, nonostante tutti i problemi e le conseguenze che questo atto comportava. Proprio come loro hanno fatto, io decido di resistere, per aiutare l’Italia ad eliminare le restrizioni e le distanze che in questo periodo ci fanno sentire soffocati. Io resisto in questa guerra: non è una guerra in cui i militari combattono con le armi, è una dura battaglia con e contro noi stessi, che riuscirà a rendere il nostro Paese più unito di prima.

 

Michelangelo Mattiuzzo:

Il 25 Aprile si celebra l’anniversario della Liberazione d’Italia dal regime fascista. Questa ricorrenza serve anche per onorare il ruolo fondamentale che hanno avuto i partigiani, che contribuirono a risollevare l’Italia da uno dei periodi più bui della nostra storia.

Si trattava di gente comune: mamme, papà, operai, garzoni, tutte persone disposte a offrire anima e corpo per la salvezza del loro Paese e per la liberazione dei loro concittadini. Tutte persone che hanno resistito al potere predominante per sostenere la causa comune della democrazia. 

Un pò come loro noi oggi dobbiamo resistere e dedicarci anima e corpo per riconquistare la libertà.

 

Emma Galli

Quest’anno abbiamo molte cose da condividere con l’anniversario della liberazione del 25 aprile. Da circa un anno stiamo lottando contro un nemico che ha ridotto la nostra libertà, che ha fatto molte vittime, che ci ha costretti a stare distanti e nella paura.

Così come i partigiani, anche noi ragazzi ci siamo dovuti fare forza. Abbiamo tenuto duro. E come loro stiamo lottando con la speranza di una vera liberazione. Quest’anno forse mi sentirò molto piu vicina ai quei partigiani, che dopo aver lottato e sperato sono riusciti a liberare l’Italia dal nemico nazifascista.  

 

 Penelope Pozzo

Il 25 aprile è una data molto importante. Ma perchè?  Perché è la giornata della liberazione italiana dal regime nazista e fascista, e ci insegna che la libertà ce l’hai se vivi, non se sopravvivi. Mi hanno colpito molte poesie e frasi, in particolare una del politico italiano Pietro Calamandrei:

La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.

Ho capito infatti solo in questo periodo, quanto fosse importante la libertà. Che, come fecero i partigiani, dobbiamo lottare e resistere anche noi per ottenerla. Dobbiamo essere coraggiosi, e andare avanti senza smettere mai di sperare. E quindi ricordiamo:                                         

La libertà non è un regalo: è una conquista.

(Asa Philip Randolph)

2 Giugno: Festa della repubblica italiana

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Il 2 giugno, si festeggia la Repubblica italiana. 

Questa ricorrenza nacque grazie ad un referendum istituzionale fatto nel 1946, che consentiva ai cittadini di scegliere se l’Italia dovesse essere una monarchia o una repubblica.

E’ la prima elezione a suffragio universale della nostra storia, la prima per le donne: questa festa, comunque entrò a far parte delle ricorrenze del nostro calendario, e oltre ad essere festeggiata dai suoi sostenitori, la repubblica fu acclamata anche da chi aveva votato per la monarchia.  

La celebrazione di questa ricorrenza, prevede, l’alzabandiera all’Altare della Patria e l’omaggio al Milite Ignoto, con la deposizione di una corona d’alloro da parte del Presidente.  In seguito il Presidente della Repubblica si reca in via di San Gregorio con la Lancia Flaminia presidenziale scortato da una pattuglia di Corazzieri in motocicletta , e passa in rassegna i reparti schierati.  A questo punto si reca in via dei Fori Imperiali dove assiste alla sfilata insieme con le più alte cariche dello Stato. I militari che sfilano rendono onore al Presidente della Repubblica, abbassando le insegne mentre passano dinanzi alla tribuna presidenziale. E’ tradizione per i membri del governo italiano e per i presidenti dei due rami del parlamento, avere appuntata sulla giacca, durante tutta la cerimonia, una coccarda italiana tricolore. La cerimonia si conclude con l’apertura dei giardini del palazzo del Quirinale. 

Durante la cerimonia, le forze armate italiane prendono parte alla parata militare, dove per tradizione sfilano le frecce tricolore nel cielo. Non c’è altro da dire…

Buon 2 Giugno a tutti!
Giulia 3F